La tekne futurista oggi Intervista per il trimestrale Il Terzo Occhio

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stampa Claudio Castelli blog arte La tekne futurista oggi Intervista per il trimestrale Il Terzo Occhio

Trama di una nuova iconografia multimediale
Costruzione di un universo generativo e digitale
Intervista a cura di Clara Ciucci

La Sua ricerca in ambito multimediale ha come assoluta protagonista l’iconografia futurista: qual è stata la spinta creativa che L’ha condotta verso questa predilezione espressiva?

«Nell’iconografia futurista ho trovato un’incredibile spinta innovativa, che ha saputo guardare al futuro di cento anni fa, l’oggi, in maniera assolutamente calzante. D’altra parte, il Futurismo è uno stile assolutamente plastico, che riesce in qualche modo a catturare e sintetizzare le forme e gli spazi nei dipinti, nelle sculture e nelle scenografie. La mia formazione “progettuale” ha sicuramente influenzato questo amore per la sintesi , e per la Tekne, intesa come unione fra arte e tecnica».

Che tipo di lezione può ancora fornire il movimento futurista a un artista contemporaneo che narra attraverso i sistemi digitali?

stampa Claudio Castelli blog arte La tekne futurista oggi Intervista per il trimestrale Il Terzo Occhio«Il Futurismo è sicuramente uno dei primi linguaggi espressivi “multimediali”. Pensiamo alla visione del teatro totale di Marinetti. Gli attuali mezzi di comunicazione e i potenti strumenti           espressivi oggi a disposizione, come ad esempio i vari software di animazione e progettazione 3d, non sono da intendersi se non come una logica evoluzione della tela e del pennello, uniti alla scultura e alla coreografia. Gli elementi progettati in questa maniera possono facilmente trasformarsi in manufatti reali, oppure in quadri in movimento proiettati in una galleria d’arte , in una installazione immersiva, o attraverso Internet. Un altro aspetto che reputo molto interessante del Futurismo è quello di voler creare un’arte “quotidiana”, non fruibile unicamente in musei o gallerie d’arte, ma in ogni esperienza di vita collettiva, come nella comunicazione di massa: la pubblicità, la stampa, il web, second life o quant’altro».

Affermava Bernard Berenson: «Pare che l’arte fiorisca meglio là dove l’uomo deve correggere la natura, dove non è scoraggiato dalla sua abbondanza». In questo tipo di applicazioni ha ancora senso la definizione berensoniana di arte interiore: la natura viene “corretta”?

«Sicuramente in ogni processo creativo avviene un’interpretazione della natura. Trovo che le attuali tecnologie espressive siano andate ormai molto più in là di quello che pochi anni fa poteva costituire l’universo del generativo e del digitale: l’artista-esploratore si faceva tramite fra l’interfaccia, il codice e il sublime percepibile secondo la propria sensibilità, cercando di isolare, come un fotografo, attimi di generatismi informatici in una visione significante. Trovo che oggi sia possibile conferire coerentemente un proprio stile alla materia digitale e che l’esplorazione tecnologica possa essere “corretta” e integratai secondo quei canoni che derivano dalla sensibilità interiore dell’artista, un po’ come poteva avvenire durante il Rinascimento con l’osservazione diretta e la “modificazione” della natura».

La sinestesi consiste in “connessioni incrociate tra complessi sistemi rappresentazionali, per cui l’attività di un sistema dà l’avvio all’attività di un altro sistema”; è quello che avviene durante e dopo i Suo processi creativi?

«In primo luogo si ha una osservazione del circostante:, che può comprendere un insieme degli eventi naturali che ci circondano, dei fatti di cronaca, magari, o di ciò che in una interità mi possa sembrare il più oggettivo e condivisibile. In un secondo momento, si ha un’esplorazione tecnologica: da un lato, la ricerca tecnico-espressiva continua; dall’altro, l’osservazione dei fenomnie generativi o legati a errori casuali che in qualche modo arginati, enfatizzati e controllati possano apportare una integrazione o un miglioramento alla mia visione iniziale. In un terzo momento, si ha un processo quasi alchemico di sintesi fra la percezione iniziale, la ricerca tecnologica e gli “errori” codificati ormai in modalità produttive».
Claudio Castelli Artista e designer multimediale. suoi lavori sono stai selezionati in oltre 40 festival interazionali di animazione e videoarte.
Epocale. Mutamento epocale. Ce n ‘è ogni giorno» (Giuseppe Pontiggia) «Aumentano gli anni e diminuiscono le probabilità di diventare immortali» (Ennio Flaiano)

Qui riportata la pagina originale. Cliccare per scaricare

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