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LA PANTOMIMA FUTURISTA

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teatro storia futurismo LA PANTOMIMA FUTURISTA« Teatro de la Madeleine » di Parigi nasce nel 1927 il Teatro della Pantomima Futurista, per iniziativa di Maria Ricotti, mima raffinata, grande « tragica del silenzio » come l’han chiamata Pierre Lazareff ed SF, 192-196. 2 Sui problemi teatrali in Prampolini vedi il cap. La visualizzazione del movimento e i problemi del teatro in: FILIBERTO MENNA, Enrico Prampolini, De Luca Editore, Roma, 1967, pagg. 85-114. 280 Enrico Prampolini.

E’ un teatro, spiega il catalogo-programma i, che sopprime la recitazione facile e lineare dell’artista che si limita a tra-durre ed a descrivere nello spazio ciò che la musica esprime nel tempo. E’ l’abbandono del decorativismo mimico, che è superficiale, per entrare nel dominio dell’architettura, che è profondità. Tutti gli elementi musi-cali, pittorici ed attoriali devono armonizzarsi fra loro senza perdere l’autonomia. Il ritmo del suono e quelli della scena e del gesto devono creare un sincronismo psicologico, nell’anima dello spettatore, che non ha niente a che vedere con l’accordo esteriore e meccanico delle tre arti e risponde totalmente alle leggi della simultaneità che regolano la sensibilità futurista. Gli spettacoli che se ne ottengono sono fatti di intuizione e di istinto, antilogici; la pantomima futurista si rivolge si­multaneamente a tutte le facoltà dello spettatore. Anche la nuova orchestra di Luigi Russolo trova posto nello spettacolo, col suo « Rumorharmonium » (sintesi di rumori) e con gli « archi enar­monici ».

  • Prampolini è l’animatore dell’iniziativa, come autore delle pantomime Mercante di cuori, Santa velocità e Popolaresca, e come direttore arti‑ stico; come scenografo e come costumista. Cura messinscena e sceno­grafia, architetture sceniche luminose e macchine-automi. Il Teatro della Pantomima Futurista gli dà la possibilità di svolgere la più appassionante delle sue attività teatrali, quella che lo impegna globalmente e gli permette di tradurre praticamente le sue teorie, dopo gli scritti critici e di poetica che datano dal 1915, dopo l’esperimento del Teatro del Colore, il Teatro Magnetico e le innumerevoli realizza­zioni col Teatro Sintetico, con Pirandello, con Marinetti, con Bragaglia, nei massimi teatri europei, tra cui due di Praga: il « Nazionale » e lo Svandovo ». I direttori d’orchestra del Teatro della Pantomima Futurista sono Vla­dimir Golschmann (che fu già con la Pavlova, Loie Fuller, Diaghilev e Rolf de Maré), Luigi Russolo e Silvio Mix. Gli autori delle musiche: Francesco Balilla Pratella, Ottorino Respighi, Alfredo Casella, Franco Casavola, Armande de Polignac, Vincenzo Davico, Guido Sommi-Pice‑ nardi, Francesco Scardaoni. I testi sono di F. T. Marinetti, Luigi Piran­dello, Luciano Folgore, Vittorio Orazi.

La musica della Salamandra di Luigi Pirandello è di Massimo Bontempelli. L’attività del « Theatre de la Pantomime Futuriste » si suddivide in due serie di spettacoli. Nella prima il programma reca La nascita d’Erma‑ frodito, pantomima di Vittorio Orazi, musica di Ottorino Respighi; L’ago­nia della rosa, azione mimica, musica di Vincenzo Davico 2; Tre mo‑ menti, pantomima di Luciano Folgore musica di Franco Casavola 4; Popolaresca, pantomima di Enrico Prampolini, musica di Balilla Pra­tella; 1l dramma della solitudine, pantomima di Luciano Folgore, musica Thédtre de la Pantomime Futuriste, M. et J. De Brunoff Editeurs, Paris, s.d. In copertina, la riproduzione in tricromia e oro di un costume di Prampolini. 2 Vincenzo Davico, nato nel 1889, studiò al conservatorio di Lipsia con Max Reger, vi si diplomò nel 1911. Ha scritto musica concertistica (Sonatina rustica, per violino e piano; Variazioni carnevalesche, per violoncello; Dodici impressioni, per piano), un’opera, La Dogaressa (« Opéra de Monte-Carlo », 1920) e un’opera da concerto, La Tentation de Saint Antoine 3 DMPopera teatrale di Folgore van ricordati, in attesa di ulteriore studio, Qua­drante d’amore, Uomini… ombre… fantocci, La macchina del sonno. 4 V. a pag. 457 il paragrafo su Casavola. di Guido Sommi-Picenardi 5; Arlecchino e travestiti, pantomima e musica di Francesco Scardaoni 6; Il mercante di cuori, sogno mimico di Enrico Prampolini, musica di Franco Casavola; Interpretazione mimica, di Ma-ria Ricotti su musica di Debussy, Albenitz e Grieg; Urashima, panto-mima giapponese’, musica di Armande de Polignac; Cocktail, pantomima di F. T. Marinetti, musica di Silvio Mix La seconda serie comprende: Saffo, pantomima di Vittorio Orazi, mu-sica di Vincenzo Davico; L’ora del fantoccio, pantomima di Luciano Folgore, musica di Alfredo Casella 8, La Salamandra, sogno mimico di Luigi Pirandello, musica di Massimo Bontempelli; L’estasi paradisiaca di Santa Teresa, pantomima di Vittorio Orazi, musica di Silvio Mix; Santa Velocità, pantomima di Enrico Prampolini, intonarumori di Luigi Russolo; Le mariage de la Tour Eiffel’, pantomima di Jean Cocteau, musica di Darius Milhaud; Psicologia delle macchine, pantomima di En­rico Prampolini, musica di Silvio Mix. _ I documenti fotografici sopravvissuti ci mostrano i ballerini Lydia Wi­siakova e Vaclav Veltchek in Tre momenti di Folgore, in atteggiamento drammatico; maliziosamente insinuante invece Mura nel Mercante di cuori; nobilmente plastica, Maria Ricotti nel Dramma della solitudine. Le scenografie di Prampolini vanno dall’astratto di Mercante di cuori al plasticismo di L’ora del fantoccio al futur-espressionista del Dramma della solitudine, dove compaiono cariatidi rigidamente sbozzate, vaga-mente arieggianti lo stile della « Brucke ».

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