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Arte e Media, Arte digitale e computer, poesia e carta : dissertazione polemica e inutile

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Un foglio di carta può essere utilizzato in svariati modi:
Per scrivere la lista della spesa, ad esempio.
Oppure per incartare delle uova.
O ancora, per scrivere una poesia, o fare uno schizzo.
Viviamo in un’epoca relativista, nella quale tutto può essere tutto.
Quindi magari, brandendo il conto del macellaio, e ponendolo entro una cornice, nel contesto di una mostra, qualcuno potrà dire “questa è arte”.
Ma nell’opinione generale, pochi andranno a sostenere che chi scrive la lista della spesa su un foglio possa , dato che usa in qualche modo lo stesso mezzo utilizzato dal poeta per scrivere le sue poesie , intendersi di poesia (almeno basandosi soltanto sul fatto che sappia tracciare dei segni grafici su un foglio di carta).
Ora. Un artista , che usi il digitale, usa l’ informatica come strumento per esprimere la sua arte, di solito perché non trova nei media tradizionali (come un foglio di carta) un supporto adeguato per esprimere le sue visioni (ad esempio, se si tratta di “visioni in movimento”).
Un “informatico” , si intende di “informatica”, il suo lavoro è in qualche modo quindi quello di saper utilizzare al meglio un mezzo che ancora non ha raggiunto l’ immediatezza espressiva di un foglio di carta.
Un artista che usi il digitale ,dovrà necessariamente intendersi di informatica, per tradurre in suoni e immagini le sue idee.
Anche se la tendenza tecnologica attuale, è sempre più quella di rendere  più “umane” e accessibili le interfacce uomo-macchina (pensiamo alla facilità d’ uso dei nuovi dispositivi portatile apple, per esempio).
Quindi in un futuro non troppo lontano, potremo trovare numerosi artisti “digitali” che si intendano POCHISSIMO di informatica.
Ha senso quindi secondo voi dire che un “informatico” non debba NECESSARIAMENTE intendersi di arte digitale?

Un foglio di carta può essere utilizzato in svariati modi:
Per scrivere la lista della spesa, ad esempio.
Oppure per incartare delle uova.
O ancora, per scrivere una poesia, o fare uno schizzo.
Viviamo in un’epoca relativista, nella quale tutto può essere tutto.
Quindi magari, brandendo il conto del macellaio, e ponendolo entro una cornice, nel contesto di una mostra, qualcuno potrà dire “questa è arte”.
Ma nell’opinione generale, pochi andranno a sostenere che chi scrive la lista della spesa su un foglio possa , dato che usa in qualche modo lo stesso mezzo utilizzato dal poeta per scrivere le sue poesie , intendersi di poesia (almeno basandosi soltanto sul fatto che sappia tracciare dei segni grafici su un foglio di carta).
Ora. Un artista , che usi il digitale, usa l’ informatica come strumento per esprimere la sua arte, di solito perché non trova nei media tradizionali (come un foglio di carta) un supporto adeguato per esprimere le sue visioni (ad esempio, se si tratta di “visioni in movimento”).
Un “informatico” , si intende di “informatica”, il suo lavoro è in qualche modo quindi quello di saper utilizzare al meglio un mezzo che ancora non ha raggiunto l’ immediatezza espressiva di un foglio di carta.
Un artista che usi il digitale ,dovrà necessariamente intendersi di informatica, per tradurre in suoni e immagini le sue idee.
Anche se la tendenza tecnologica attuale, è sempre più quella di rendere  più “umane” e accessibili le interfacce uomo-macchina (pensiamo alla facilità d’ uso dei nuovi dispositivi portatile apple, per esempio).
Quindi in un futuro non troppo lontano, potremo trovare numerosi artisti “digitali” che si intendano POCHISSIMO di informatica.
Ha senso quindi secondo voi dire che un “informatico” non debba NECESSARIAMENTE intendersi di arte digitale?

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